Dott. med. vet. Dunya Reiwald, 
dipl. SHI, SVS, DENVF

078 82 82 485



Cani

Comportamento del cane ed educazione, alcune informazioni ( la scienza comportamentale è basata sul' observazione!)

 Il comportamento dell’animale è l’espressione visibile del suo stato d’animo.

 Cani pericolosi? Dal punto di vista della ricerca comportamentale non è assolutamente provato che i cani si comportino in maniera uniforme all’interno di una razza per quello che concerne l’aggressività. L’aggressività ha molteplici fattori, poiché fa parte del comportamento sociale e dipende da una moltitudine di variabili (quella genetica è solo una delle tante). Le razze sono delle sottocategorie di una specie, che differiscono le une dalle altre nell’ambito di alcuni caratteri ereditari, ma assolutamente non di tutti. 

Gli incidenti si verificano soprattutto a casa, con il cane di famiglia. Solo chi è in grado di valutare il proprio cane può prevedere il suo comportamento. L’uomo adora carezzare e toccare il cane, il quale dal canto suo non è sempre pronto per questi gesti. Infatti, può rispondere ritirandosi o addirittura grugnendo. Questa non è aggressione ma una forma di comunicazione: “Non mi toccare ora perché sto facendo altre cose” o “perché mi fai paura”. 

Per essere sicuri al 100% l’unica soluzione sarebbe di interdire i cani. Ma tutti gli esseri viventi hanno il diritto di esistere. Pertanto è necessario trovare una relazione normale con i nostri cani, poiché essi non si comportano come degli esseri umani, anche se riescono a vivere meravigliosamente con loro. I cani devono avere la possibilità di apprendere a comportarsi obbedendo alle nostre richieste, che a loro volta devono essere comunicate chiaramente.

Ogni comportamento osservato è il risultato di una predisposizione genetica dell’animale in questione, così come delle numerose influenze speciali e non specifiche alle quali l’animale è sottoposto nel corso del suo sviluppo. E’ l’ambiente che forma il cane e decide quali geni saranno favoriti. L’umore che l’uomo “trasmette” al cane così come la voglia del cane di “copiare” il padrone giocano anche un ruolo importante. 

Segnali del cane apparentemente analoghi possono avere dei significati diversi a seconda della loro combinazione. Digrignare i denti non significa sempre essere pronti all’attacco, e per capire veramente la situazione va considerato l’insieme di tutti i segnali. Le orecchie basse sulla testa, i denti digrignati, una postura bassa e lo sguardo fuggente sono dei segnali che richiedono : “Mantieniti a distanza”. Un attacco può aver luogo se questa distanza non viene rispettata. Il cane non ha scelta, quando non c’è via di fuga e deve difendersi.

 

 

Aggressione. Solo un animale cosciente delle proprie capacità e pronto a battersi si arrischia a minacciare. Nel lupo i segnali sono chiaramente riconoscibili affinché qualunque animale abbia la possibilità di ritirarsi. 

Non ci sono degli individui dominanti in assoluto, ci sono delle relazioni di dominanza che si verificano quando il cane A limita costantemente la libertà di movimento del cane B senza che il cane B si difenda. Il cane B accetta dunque questa situazione e ne è parzialmente responsabile.

Ecco alcuni tratti tipici di un comportamento dominante: bloccare il cammino altrui, fissare lo sguardo, forzare l’altro cane ad abbassarsi e spingerlo in un angolo, azzuffarsi (con l’inibizione del morso).

 

Il cane come il lupo? Il cane discende dal lupo e fa parte della famiglia dei predatori di terra come l’orso o il gatto. Il nostro cane tuttavia non è un lupo e questo deve essere chiaro. Il cane non possiede che una piccola parte della mimica di comunicazione del lupo ed è stato addomesticato dall’uomo per l’uomo da millenni. Il cane ama l’uomo e in un certo qual modo gli assomiglia. Il cane apprende facilmente a vivere con l’uomo ed è addirittura più abile dei primati, quando si tratta di decodificare dei segnali di comunicazione umani. Il comportamento del cane non può mai essere estrapolato direttamente da quello del lupo. I cani formano delle gerarchie come i lupi, quando vengono tenuti nei canili, ma queste gerarchie sono stabilite con finezza molto maggiore tra i lupi. Il lupo rappresenta in un certo modo la bussola biologica del cane, il sistema di riferimento che ci permette di valutare il comportamento canino.

Paura. Ambienti privi di stimoli portano ad un cane pauroso. Gli animali che hanno paura apprendono male così come quelli stimolati eccessivamente da cui ci si attende più di quanto non sia presente nel loro registro innato. Questi fattori possono sviluppare una tendenza all’attacco smisurata. Gli animali devono avere paura per sopravvivere perché ciò li protegge dal pericolo. L’ansia al contrario non è necessaria e può rendere malati, quando persiste. Se il proprietario del cane si sbaglia sempre riguardo al comportamento, i segnali e le funzioni del cane, l’animale può entrare in uno stress sociale cronico. Qui la regola è chiara: le azioni all’origine delle quali vi è la paura devono essere sistematicamente ignorate, a meno che la paura non sia giustificata. I problemi comportamentali sono programmati se si ricompensa o si punisce questo comportamento.

Protezione del cucciolo. La protezione del cucciolo da parte degli altri cani non è innata. Ogni cane deve apprendere a proteggere i cuccioli, così come deve apprendere a proteggere i bambini piccoli. Un cane che non ha mai incontrato dei bambini non li proteggerà perché forse ha paura di loro. Cercherà allora di sbarazzarsene o di evitarli.

Abbaiare. Abbaiare non sembra un vero mezzo di comunicazione, ma piuttosto l’espressione di un irritamento e l’abbaiare varia in funzione di questo irritamento. Non si è mai riusciti a riconoscere un vocabolario e non si ritiene pertanto che l’abbaiare comunichi qualcosa di preciso.

 

Differenti posizioni:

In posa (= minaccia indiretta, attacco raro)

Lo sguardo è fuggente e viene evitato il contatto con gli occhi. Le orecchie sono puntate in avanti. Le estremità sono rigide e la coda in alto. La testa e la gola sono orizzontali. Il cane può grattare la terra con le zampe posteriori o con tutte le zampe. Il terreno viene marcato. Il cane che si sta imponendo si posiziona di traverso all’altro cane e si mette al di sopra a lui con la testa.

Minaccia d’attacco

Dalla posizione “in posa” si passa alla minaccia. La coda è tirata in avanti al di sopra della schiena. La testa è leggermente abbassata e forma una linea con la schiena. I denti sono digrignati, rendendo l’angolo delle labbra corto e tondo. In caso di insicurezza vengono mostrati anche denti più indietro nella mandibola. Lo sguardo si fissa sul contendente. Eventualmente il cane grugnisce o abbaia. Alcuni cani non minacciano per niente prima dell’attacco: questo può essere dovuto ad uno sviluppo errato: socializzazione incompleta o mancante, posto poco chiaro in famiglia, troppi pochi incontri con i congeneri 

Minaccia difensiva

Le orecchie vanno all’indietro, la bocca è aperta o il cane “addenta” il vuoto 

Le estremità si piegano leggermente. La coda è tra la gambe

I peli possono drizzarsi

Umiltà, subordinazione passiva

Il contatto con gli occhi del dominante viene evitato, la testa è rigirata. Le orecchie vanno all’indietro. Le labbra sono tirate all’indietro e formano un “sorriso di subordinazione”. Il cane subordinato può porgere la zampa all’altro. Certi cani si mostrano subordinati nel momento del saluto verso gli esseri umani e si mettono direttamente sulla schiena. In questo caso si tratta di cani molto remissivi e poco sicuri di sé oppure di cani che sono trattati come bambini e hanno imparato ad approfittare dei vantaggi che porta la posizione sulla schiena. 

Umiltà, subordinazione attiva

Le estremità sono piegate. Il corpo è abbassato. La coda è bassa e mossa con grande frequenza attorno ad un piccolo raggio

 

 

Apprendere ed educare. Le lodi rappresentano per il cane il fine dell’azione intrapresa a seguito della richiesta del padrone. Questa reazione è parte integrante del comportamento sociale del cane. E’ pertanto chiaro che i cani possono essere educati e intrattenuti meglio grazie alle lodi, visto che è in questo modo che i cani apprendono più naturalmente. I cani riconoscono esattamente quando si tratta di successi o di insuccessi e si comportano di conseguenza (successo: l’azione viene ribadita, insuccesso: l’azione non viene più compiuta) 

I segnali ottici e acustici, i gesti e la mimica sono un grande aiuto, visto che i cani li notano automaticamente (è innato !). Anche le pause nel parlare, la melodia, la rapidità delle parole o l’intonazione personale giocano un ruolo. I cani apprendono infatti ogni giorno essendo confrontati al loro ambiente e accumulando così esperienze. 

Tenere i cani in maniera ferma e costante permette loro di sviluppare la sicurezza sociale e il benessere che è alla base di un rapporto sicuro tra il cane e l’uomo. Per inciso si può notare che anche per noi il contatto con i nostri consimili così come col resto del regno animale è necessario alfine che ci possiamo sviluppare in maniera umana (Olbrich 2002)!

Le interazioni uomo-cane che sono giudicate intollerabili e che sono immediatamente comunicate come impulso negativo al cucciolo, permettono al giovane animale di fare l’associazione tra azione e impulso negativo, senza per questo causare una disaffezione generalizzata verso l’uomo. Anzi, esse permettono lo stabilirsi di una chiara relazione sociale nel gruppo. Il cane non deve veder nell’uomo un rivale con il quale la gerarchia è costantemente messa in questione. La relazione uomo-cane deve basarsi sulla fiducia e l’affetto, ma l’uomo deve assicurarsi fin dall’inizio il ruolo di capo branco. E’ l’uomo, infatti, che deve prendersi cura del cane e che deve assicurarsi che il cane capisca dal comportamento dell’uomo quando è necessario avere paura e quando no.

 

 

Giocare. Il gioco sociale è alla base della “giustizia” che caratterizza i cani. Soltanto quando gli animali si comportano in modo giusto e in un’atmosfera rilassata può aver luogo il gioco sociale. I cani apprendono attraverso il gioco che il comportamento corretto viene ricompensato. La mancanza di gioco sociale ha conseguenze terribili per lo sviluppo sociale, perché è appunto il gioco che permette di apprendere una cooperazione finemente elaborata, di distinguere ciò che è giusto da quello che è sbagliato quando si interagisce. Protetti dal gioco e dalla sua atmosfera particolare i cani sono messi nelle condizioni migliori per apprendere. Il gioco sociale permette anche di evitare le aggressioni: il cane comunica in modo incosciente (per lui e per il suo congenere) con dei segnali di gioco che “ora si gioca!”. Se questi segnali mancano perché non sono mai stati appresi, il rischio di un’aggressione aumenta drammaticamente. 

Il gioco rappresenta probabilmente una parte dell’armatura necessaria per lo sviluppo e la differenziazione dei comportamenti dell’animale adulto. A breve termine il gioco serve a sviluppare le capacità corporali del cucciolo, come la coordinazione del movimento. 

In breve : il gioco sembra aumentare la flessibilità del comportamento sociale.

Forme di gioco frequenti: posizione bassa dell’avantreno, dare la zampa, correre e girarsi su se stessi. Certe razze di cani sono così sociali che preferiscono l’uomo ai propri congeneri. Ed è vero che l’uomo e il cane sociale si assomigliano in numerosi ambiti (gruppo di famiglia – branco, funzione dei genitori, divisione del cibo). Anche se non è ancora provato scientificamente si può dire che i cani finiscono per rispecchiare almeno in parte i propri padroni, visto che si trasformano mentre si adattano a loro. Anche l’uomo d’altronde ha bisogno di giocare. Il gioco forma nell’essere umano il quadro nel quale ha luogo lo sviluppo cognitivo e sociale (tra 6 e 7 anni) ed è noto che giocare permette al cervello di svilupparsi.

 

 

Educazione. Che i cani vadano rimproverati scuotendoli alla nuca non è che una leggenda. Questo scuotimento viene dal comportamento di caccia e viene mostrato al cucciolo dagli altri cani giocando, perché apprenda come uccidere le piccole prede. Un piccolo cane che viene sollevato e scosso violentemente verrà spaventato terribilmente e forse verrà anche ferito.

La libertà folle dei cuccioli non è illimitata. Al contrario i cani adulti provocano delle situazioni nei quali i cuccioli arrivano ai loro limiti e vengono puniti in modo chiaro. 

Durante la fase sensibile dalla quarta alla sedicesima settimana l’organismo è molto recettivo negli organi sensoriali, i quali possono accumulare molte informazioni nella memoria. Queste conoscenze così come le informazioni acquisite geneticamente costituiscono la base delle conoscenze del cane necessarie per la sua vita futura. Le conseguenze negative (insicurezza, paura) non tarderanno ad arrivare se questi processi di apprendimento mancano in questa fase, e possono portare a delle aggressioni contro i congeneri o contro l’uomo. Questa forma di apprendimento precoce si differenzia dall’apprendimento tardivo in quanto il primo è ancorato molto più profondamente e difficilmente viene eliminato o cancellato. Inoltre influenza anche l’apprendimento tardivo. Nel corso di questa fase sensibile anche esperienze molto ridotte hanno un effetto durevole sul comportamento (la stessa quantità più tardi non avrà lo stesso effetto). Uno sviluppo che offre al cucciolo le esperienze fondamentali per il suo sviluppo cerebrale, gli permetterà sempre di adattarsi ad un ambiente cangiante. In effetti è così che acquisisce la sicurezza nel prendere contatto interamente con il suo ambiente e di “digerire“ le novità senza aver paura di nuovi stimoli. Questa sicurezza non dipende solo dalla madre del cucciolo ma anche dall’allevatore, che attraverso il suo rapporto con la madre influenza il comportamento dei cuccioli. La paura, come abbiamo detto, è uno stato d’animo normale che protegge i cuccioli. Tutto il lavoro dell’uomo è quello di ridurre questa paura alle circostanze veramente pericolose, al fine che il cucciolo non abbia più timore di bagatelle quali un temporale o una porta che sbatte. La paura, l’abbiamo detto, protegge il cucciolo dal pericolo.

 

L’inibizione nel morso. deve essere insegnata il più presto possibile: i cuccioli che mordono durante il gioco sono eliminati con un “Ahi!” molto forte. Questo succede tra i cani, così come deve succedere con l’uomo. Quest’ultimo deve restare vigilante nel corso del gioco al fine di interdire ciò che non va bene e di farne prendere conoscenza al cane.

 

 

Stress. I cani dipendono dall’uomo, quando si tratta di affrontare certe situazioni eccitanti o che incutono timore. L’uomo è il partner sociale che deve offrire il sostegno sociale, visto che è il capo del branco. I cani non socializzati o socializzati male non possono sottrarsi al circolo vizioso dello stress che grazie all’uomo. In effetti quest’ultimo deve occuparsi di loro e guadagnare a poco a poco la loro fiducia, affinché il legame che li unisce permetta l’aiuto sociale nelle situazioni difficili. I lupi in questi casi dipendono dagli altri membri del branco. Lo stress cronico è nefasto per il processo di apprendimento e di memorizzazione. Ciò perché la pressione non è adatta per l’apprendimento: essa causa dei tassi più elevati di cortisone e di catecolamine e delle reazioni come il bloccarsi, l’apatia, l’aggressività imprevedibile e l’automutilazione. Tutti i comportamenti eccessivi sono delle reazioni a dei conflitti interiori: grattarsi, sbadigliare, leccarsi continuamente o addirittura l’automutilazione. Questi comportamenti devono essere presi molto seriamente perché sono difficili da sopprimere e significano uno stress considerevole per il cane.

Se ne sono capaci, i cani possono rispondere con successo allo stress in due modi: confrontazione attiva e controllo della situazione o rilassamento (grazie al sostegno sociale).

 

La castrazione. La castrazione del maschio è generalmente consigliata. Essa non cambia la maniera d’essere del cane. Solo la libido, la digestione e la pelle notano la mancanza di testosterone. Un cane che attacca gli altri cani, non si dimenticherà di ciò dopo la castrazione. Un cane pacioccone non diventerà improvvisamente aggressivo. I cani castrati si interesseranno meno alle femmine, cosa che non influenzerà il gioco. Al contrario essi possono ora concentrarsi interamente sul gioco. Un maschio castrato può essere infastidito dalle femmine, ma per contro sarà aggredito molto meno dai maschi. Se dei maschi provano a montarlo, si divincolerà senza problemi. La sterilizzazione delle femmine è anch’essa consigliata. Si evitano certe malattie e delle cattive sorprese (non si è sempre pronti ad accogliere otto cuccioli).

Morale? Quello che è buono o cattivo per l’uomo non può essere estrapolato al cane. Tuttavia educando i nostri cani formiamo una nuova entità che ha il sopravvento sui loro comportamenti innati e i loro impulsi. E’ così che l’autorità dell’uomo diviene in un certo qual modo analoga ad una morale. 

©2012 www.reiwald.ch  -  powered by trente-sept.ch