Dott. med. vet. Dunya Reiwald, 
dipl. SHI, SVS, DENVF

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Cavalli

Comportamento dei cavalli e la loro educazione, alcune regole basilari

 

I cavalli sono animali da fuga, vale a dire animali che in caso di pericolo si danno alla fuga. La possibilità di fuga è pertanto molto importante per il cavallo e caratterizza il suo comportamento.

I cavalli sono animali da branco: da soli non si sentono a loro agio e hanno bisogno di una gerarchia. Così vi è in ogni branco un capo. Anche l’uomo viene visto dal cavallo come membro del branco al quale sottomettersi, ovverosia da sottomettere.

L’importante è di trattare il cavallo come un individuo, come tale di capirlo e di rispettare le sue caratteristiche. Tanto più voi capite il vostro cavallo, tanto più facilmente potete interpretare il suo comportamento e reagire di conseguenza.

Il cavallo deve capire che sebbene l’uomo appartenga agli animali da preda, non gli farà alcun male. Il cavallo deve accettare l’uomo come capo branco. Ciò non è poco se si considera che il suo istinto gli suggerisce di fuggire.

Una frusta deve essere usata solo in casi specifici e con delicatezza giacché un cavallo è abbastanza sensibile da sentire una mosca sulla schiena e riesce a vedere a 360 gradi. Le mani dell’uomo non devono mai essere considerate dal cavallo come strumenti che colpiscono. Il cavallo come gli altri animali reagisce meglio alla ricompensa. I movimenti del corpo (umano) devono servire per far capire al cavallo se si comporta correttamente o no. La sfera personale (in senso fisico), vale a dire la distanza di cui ogni essere ha bisogno come protezione, ha un ruolo anche nel cavallo e viene utilizzata nel corso della sua educazione. Il cavallo non deve mai di sua iniziativa invadere la vostra sfera personale. Anche se è normale che ogni tanto ci provi. Siate fermi e decisi! 

Communicazione: I cavalli comunicano con gli occhi, le orecchie, le narici, la bocca , il collo, le gambe e la coda. Questo linguaggio va osservato e capito.

Alcuni esempi: Occhi sbarrati con orecchie all’indietro vuol dire paura; orecchie in avanti con le narici aperte e collo teso in avanti vuol dire interesse; orecchie attaccate al corpo e denti digrignatii, contatto diretto con gli occhi vuol dire aver paura e essere pronti a scalciare o a mordere.

Nutrizione. Un cavallo trascorre circa 17 ore al giorno a mangiare. Si ferma in un posto mediamente per 12 secondi, prima di muoversi nuovamente. Cosi’ rimane tranquillo solo circa un ora al giorno per dormire. Beve da una a tre volte al giorno.

Movimento: I cavalli si muovono normalmente al passo. Trotto e galoppo si vedono in caso di eccitazione, gioco o fuga. Visto che si muovono continuamente, sono sempre caldi e pronti a fuggire.

Alloggiamento: I cavalli hanno vissuto 40 millioni di anni nelle steppe e adesso vengono tenuti nelle scuderie! Il cielo è il loro tetto, non sono animali fatti per le caverne. Stalle all’aperto offre ai cavalli (plurale poiché non dovrebbero mai essere tenuti da soli) la migliore possibilità di sentirsi veramente liberi. Questo è particolarmente importante per un cavallo giovane. Per integrare nuovi cavalli nel branco bisogna procedere con cautela. E’ “vietato” tenerli attaccati.

Educazione: La prima ora di vita è fondamentale per il cavallo. Se si riesce ad essere presenti durante il parto, asciugare il puledro e poi poterlo massaggiare su tutto il corpo, si è già a buon punto nell’educazione del puledro. La miglior cosa è poi di accarezzare il puledro una volta alla settimana per circa 5-10 minuti. Così il puledro capisce subito che voi appartenete al branco e non rappresentate alcun pericolo. E così in futuro si lascerà toccare più facilmente quando per esempio vorrete mettergli la cavezza o addirittura sellarlo. Se anche mancate questo momento iniziale, cominciate comunque il più presto possibile! Non lavorate più di un quarto d’ora di seguito e di un’ora in totale: anche i puledri non hanno una capacità di concentrazione illimitata. Non lasciate il puledro seguire i suoi istinti a meno che non ne vogliate fare un cavallo selvaggio

Turbe comportamentali: E’ sempre necessario stabilire che il cavallo è fisicamente a posto prima di pensare a turbe comportamentali (il dolore per esempio può causare delle notevoli turbe comportamentali). Se il cavallo non vuole uscire in passeggiata solo con il cavaliere, deve essere ricercata la causa: paura, alloggio sbagliato, nutrizione inadeguata, mancanza di movimento, etc.

A volte il carattere del cavallo e quello del cavaliere sono semplicemente inconciliabili. E a volte il cavaliere non comunica chiaramente quello che vuole. O il cavallo non si fida del cavaliere e ha paura. 

 

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